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Duo Mecanico

Il progetto Duo Mecanico nasce innanzitutto da una profonda amicizia: Stefano Capasso e Thomas de Lorenzo incrociano le loro strade nel 2005 e intuiscono all'istante le potenzialità della loro futura collaborazione. Stefano inizia la sua attività negli anni 80', diventando un punto di riferimento stabile nei locali storici del clubbing romano d'inverno, tra cui Veleno, Follia, Gilda, e in tutta Italia d'estate, soprattutto sulla costa adriatica e al sud. Collabora a numerose trasmissioni radiofoniche e presenta importanti eventi nazionali. Tommaso arriva più tardi sulla scena, all'inizio degli anni 90', ma si distingue presto per la sua personalità ecelttica.  Lavora in tutta la capitale per poi diventare resident dj dell'Art Cafè, e intanto affina le sue doti di compositore ed arrangiatore. Il loro incontro non è casuale: li accomuna il gusto per una musica house raffinata e coinvolgente, e l'ammirazione per i grandi classici della musica soul: Marvin Gaye, Otis Redding, Ray Charles, Stevie Wonder. Cominciano subito a lavorare in studio e dopo una serie di collaborazioni con vocalist di prestigio (tra cui Sabrina Johnston e Wendy Lewis), approdano alla corte della Antibemusic ed entrano nella scuderia del produttore Claudio Donato. L'ABM Studio diventa così una fucina di idee, dall'house più elettronica alla lounge più raffinata. E qui risulta fondamentale l'incontro con Tia Architto, che presta la sua potente e raffinata voce per il singolo "Love Luxury", che permetterà al Duo Mecanico di fare il salto di qualità. Il  brano viene infatti incluso nella più prestigiosa selezione chill/lounge del mondo, Cafè del Mar, che dà loro visibilità mondiale. Claudio Donato decide quindi di lanciare il progetto con un album, che non mancherà di appassionare il pubblico. "Charade" è un concentrato di atmosfere sognanti e suoni avvolgenti: dalle note dolci di Blow Up, Vertigo e Charade, ai ritmi più sostenuti di Rain&Shine, Before Sunrise, Fargo e Rope, passando per il sensuale rap di High Sierra, fino all'elegante conclusione con un'elegante versione minimale della storica Moon River, è un lavoro che non passerà certamente inosservato, capace di suggestionare l'ascoltatore con la sua raffinata dimensione.

 
 
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